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Io Vi Vedo (Tea/Tre60) - Booktrailer

Un padre disposto a tutto per vendicare l'assassinio della figlia. Un ex poliziotto che ha deciso di farsi giustizia da solo. Un inquietante potere che porterà un uomo a immergersi nell'abisso più cupo della propria anima.

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Michele Lettera legge IO VI VEDO di Simonetta Santamaria
Michele Lettera


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Alessandra Borgia legge IO VI VEDO di Simonetta Santamaria
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Anna D'Amato legge IO VI VEDO di Simonetta Santamaria
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IO VI VEDO
romanzo

(Tea/Tre60)

Napoli, novembre 2011. Sul ciglio di una strada di periferia viene trovato il cadavere della giovane Lucia Campobasso. È stata uccisa in modo brutale: per gli inquirenti, si tratta di un'esecuzione. Ma i responsabili rimangono ombre inafferrabili, ombre che tormentano il padre della vittima, un poliziotto.

Febbraio 2012. Maurizio Campobasso, capo del reparto investigativo anticrimine di Napoli, ha ricevuto una soffiata «sicura»: in una cascina abbandonata sono rinchiusi dei clandestini, in attesa di essere mandati per le strade a rubare o a prostituirsi. Dopo aver circondato l'edificio, però, la squadra viene assalita alle spalle da un commando armato. Nell'agguato muoiono quattro agenti e Campobasso perde un occhio.
Era una trappola.

Maggio 2012. Menomato nel fisico e stravolto dal dolore e dal rimorso per la perdita della figlia e dei colleghi, Campobasso si dimette dalla polizia. Le indagini non hanno portato a nulla e lui ha perso ogni fiducia nelle istituzioni. Ma il suo animo è tormentato dall'oscura sensazione che tutte quelle morti siano collegate e che sia proprio lui, Maurizio Campobasso, la chiave di un piano criminale più vasto e sanguinario di quanto si possa immaginare.
È ora di mettere da parte la Legge e di agire, nell'ombra, come un feroce giustiziere solitario. È ora di scatenare una spietata caccia all'uomo – o agli uomini – che non risparmierà niente e nessuno.
Perché quando il desiderio di vendetta prende il sopravvento, nulla può fermarlo...

Mi sto svegliando.
Era lì e aspettava. Aspettava che la luce riportasse in vita le cose, che ne definisse i contorni prima e le forme poi, che rispedisse all'inferno i fantasmi del buio. Aspettava il suono della sveglia e il colore dei capelli della moglie, lo strusciare svogliato delle pantofole, lo scroscio della doccia e il profumo di caffè.
Aspettava la voce della figlia e l'arrivo del gatto, il suo zampettargli sull'addome a suon di ronfi. Aspettava un salvifico ritorno alla vita dopo una notte di incubi e dolore. Avvertiva un'emicrania violenta, una di quelle brutte emicranie cui era tristemente abituato e rassegnato. Provò a girarsi su un fianco puntellandosi sulla gamba sinistra ma non ci riuscì, una fitta tremenda alla coscia gli suggerì di non riprovarci. Non lo fece. Strinse invece il lenzuolo tra le dita, appena un po', lottando contro un fastidioso formicolio tipico di un arto addormentato.
Mi sto svegliando. La testa gli doleva, ora ne era certo. Tutto come al solito: stessa merda, altro giorno. L'angolo della bocca gli si arricciò in un abbozzo di sorriso, tanto tra poco sarebbe tornata la luce. Aspettava e aspettò, ma nulla accadde. Sentì il cuore pulsargli nel petto veloce, sempre più veloce, fino a correre impazzito come una gazzella inseguita da un leone affamato.
Paura. Era tutto quel buio senza fine a fargli paura.



"Un solido hard-action - Simonetta peraltro si rivela come una un'autentica sorpresa nel suo affrontare sequenze combat - con più di una variante in bilico tra cronaca e onirico, forensic e delirio. Da non perdere." Alan D. Altieri

"L'intreccio e la cucitura delle ombre rivelano il lato oscuro della scrittura e della vita. Col ritmo appassionante di una lingua tagliente, e il morso letale di un serpente." Nando Vitali - Repubblica NA

"La Santamaria conduce la danza con abilità, tiene avvinto il lettore con i colpi di scena e con le scene decisamente forti che punteggiano la storia." Francesco Durante - Corriere del Mezzogiorno

"Un poliziotto, un uomo, un padre che, dalle tenebre del suo dolore, graffia l'anima e lascia lo stupore di una speranza, l'amicizia." Donatella Gallone - Il mondo di Suk

"Uno splendido romanzo che getta una luce malata e tremolante nei luoghi oscuri dell'animo umano." Igor De Amicis - Thriller Magazine

"Grazie, mi hai regalato una storia davvero emozionante. Mi sono commosso, mi sono incazzato, ho goduto come un riccio..." Marcello Gagliani Caputo - Horror.it

"Fin dalle prima pagine, un calcio nelle palle fa meno male. Fantastico." Riccardo Sedini - Giallomania

"Adrenalina a fiumi, emozioni uniche, accompagnano la storia sino alla fine, in una conclusione di un'intensità struggente. Bellissimo. Totale. Assolutamente da non perdere." Paolo Vinciguerra - Giallomania

"Non c'è un bianco e un nero. Ci sono infinite, drammatiche, laceranti, ma anche giuste sfumature di luce e di ombra." Laura Costantini

"Un thriller duro e cupo, piuttosto atipico nel panorama letterario italiano." Marco Marangon - Infinite Storie

"Simonetta Santamaria è stata formidabile. Una fantastica lettura che mi ha colto impreparato." Stefan Salvatore - Creature della Notte

"Dimenticate i bravi poliziotti con l'animo lindo e casto, e per questa caccia affidatevi a Maurizio Campobasso, un uomo che non ha più nulla da perdere." 50/50 Trhiller

"Una bella lettura, adatta a tutti quelli per cui non esistono sfumature di colore tra il bianco il nero, tra il giusto e lo sbagliato, tra la colpa e il perdono." L'Assaggialibri

"Simonetta Santamaria disegna i suoi protagonisti coinvolgendo i lettori nei loro sentimenti, anche quelli più violenti. Senza nessun compiacimento nella rappresentazione del male, non è una cronaca di delitti, è vita - e morte - di persone vere." Marco Proietti Mancini

"Romanzo davvero bellissimo. La Santamaria ha costruito una storia coinvolgente, con ritmi che alternano sapientemente azione (e che azione!) con viaggi introspettivi degni di una grande scrittrice." Nicola Lombardi