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Morto e Mangiato

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Più di 100 Cattivissimi Autori - che in realtà sono Buonissimi - ancora una volta in campo per regalare le loro storie a sostegno di A.I.S.EA Onlus (Associazione Italiana per la Sindrome di Emiplegia Alternante) e A.S.T Onlus (Associazione Sclerosi Tuberosa)
Chi acquisterà il libro contribuirà alla causa dando una preziosa mano alla ricerca in favore di queste due rare quanto gravi malattie neurologiche.
Perciò fate un'opera buona, è facilissimo.

Per saperne di più: www.aiseaonlus.org oppure www.sclerosituberosa.com


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MORTO E MANGIATO

AA.VV.

Lo sfacelo dell'economia mondiale costringe gli esseri umani a tornare a pensare all'essenziale. Ovvero: cibo, un riparo per la propria famiglia e ciò che serve per tenerla al sicuro. Il segreto del successo degli zombie è tutto qui. Ci fanno affrontare la paura più grande, ci costringono a riflettere sull'unico appuntamento al quale nessuno di noi, prima o poi, potrà mancare e ci spingono a chiederci: come vogliamo viverlo il tempo che abbiamo a disposizione prima di quel momento? La vita è preziosa. Vivere intensamente, dando valore a ogni singolo giorno, è quanto di meglio possiamo fare. E quanto di più difficile.
Attraverso cento e più racconti brevi, altrettanti autori ci restituiscono il loro sguardo sul tema «morto e mangiato». Con ironia, provocazioni, riflessioni sul senso di una vita che va vissuta fino in fondo. Giorno dopo giorno.

Chi acquisterà il libro contribuirà alla causa dando una preziosa mano alla ricerca in favore diA.I.S.EA Onlus (Associazione Italiana per la Sindrome di Emiplegia Alternante) e A.S.T Onlus (Associazione Sclerosi Tuberosa)

Non vorrete mica essere più cattivi di noi Cattivissimi, vero?


A cura di Paolo Franchini e Chiara Poli

Elenco degli autori, curiosità e molto altro su www.mortoemangiato.tk



INCUBO!

Panoramica di morte.
Dalla finestra Anna spiava le creature fare scempio degli esseri viventi. Quando tutto era cominciato, aveva visto uno di loro sfondare il petto della vicina e strapparle il cuore. Allora era corsa a casa ma, anche lì, i suoi genitori le avevano riservato un’accoglienza fin troppo calorosa. Volevano abbracciarla. E poi sbranarla viva.
Ora, da quella finestra non vedeva altro che morte. E zombi. Zombi-bambini alla fermata dello scuolabus, zombi-fidanzati a passeggio, zombi-neonati in carrozzine spinte da zombi-baby sitter. E zombi-genitori. Come i suoi.