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Un ragazzo chiuso nel suo mondo, una donna che trama nell'ombra... Un punto di incontro nella mente, dove il male si insinua. Un thriller psicologico oscuro e potente, una storia che trascina il lettore nel vortice della paura, fino allo sconvolgente finale.

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SEGUIMI NEL BUIO
romanzo

(IoScrittore/GeMS)


Siete così presi dalla vostra piccola, inscatolata realtà che non vi accorgete dell’universo psichico che pulsa attorno a voi. È la Rete. È Insanet.


Valerio ha solo tredici anni e un peso enorme sulle giovani spalle. Autistico, così lo hanno definito. Una condanna per lui, e per sua madre, che lo ama con forza e disperazione ma che non riesce a entrare nel suo mondo, a instaurare una comunicazione né con lui, né con chi lo cura, medici aridi e capaci solo di incasellare i pazienti.
Quando nella loro vita arriva la neuropsichiatra infantile Christina Kindermann, qualcosa, lentamente, grazie alla pazienza e alle competenze della dottoressa, sembra cambiare…
Ma c’è qualcuno che è riuscito a raggiungere Valerio nel suo mondo segreto, che è riuscito a comunicare con lui, superando le barriere dell’autismo, grazie a una sorta di rete neurale in cui gli inconsci si relazionano tra loro, e sembrano vivere una vita «normale» senza le limitazioni che incontrano tutti i giorni. Questo qualcuno che ha già fatto molto, molto male e ora vuole usare Valerio per compierne altro.
Christina capisce subito che c’è qualcosa che non va, e deve trovare presto un modo per relazionarsi con il ragazzo, per farsi dire che cosa accade in quella sorta di realtà parallela che il Male ha invaso…

Ma poi un giorno è cambiato tutto. Un giorno mi sono abbassato fino a poggiare la faccia sul pavimento e ho sbirciato all’interno del mio castello. Dritto dentro il portone. Non ci avevo mai guardato dentro, prima. Era buio, però si intravedevano i colori delle carte, fusi con le tenebre. È stato come se una spirale cominciasse a vorticare. E tutto è diventato un Nove che girava, girava… Lento, sinuoso e minaccioso come un serpente, si è generato dal nulla, si è avvicinato alla mia faccia, si è avvitato sulla mia testa e… plop.
Plop. Come se fossi stato un tappo di sughero. Sono stato stappato da me stesso e mi sono ritrovato in un altro luogo. Sempre io, ma spogliato dei panni di cavaliere, senza la mia spada né il mio cavallo. Ero l’io ‘sano’ di tutti i giorni, ancora libero da ogni vincolo di corpo e carne, catapultato in un qualcosa di molto più vero e inquietante del mio castello di carte.
Un mondo nel mondo che voi normali non riuscirete mai a scoprire. Perché non ci arrivate. Il vostro inconscio è fermo a uno stadio larvale, non gli avete permesso di progredire, di uscire fuori dal sacco. Siete così presi dalla vostra piccola, inscatolata realtà che non vi accorgete dell’universo psichico che pulsa attorno a voi.
È la Rete. È Insanet.