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Sergio Altieri
un ricordo


Se n’è andato.
Così, all’improvviso, silenzioso e discreto, lasciandoci nello sgomento. Tutti.
Wolfman.
Un gigante con un grande cuore. Che non lesinava di condividere con noialtri poveri mortali che abbiamo avuto la fortuna di incrociare la sua via durante il corso di questo mestiere non sempre fausto che è quello dello scrittore.
Non m'importa sbandierare il come-quando-dove-perché l’ho conosciuto, quanti minuti, ore o secoli, abbiamo passato insieme. Il dolore nell’apprendere la notizia della sua scomparsa è stato lacerante. Perché le belle persone lasciano sempre un solco e, profondo o meno che sia, sta lì, e non svanisce.
Abbiamo strutturato un intero romanzo insieme. Lui lo voleva per Epix e lo voleva a modo suo, hard, tosto, senza sconti, senza licenze; poi è finita com’è finita. “Non ti arrendere, Princess, la storia is so fuckin’ good… Lo pubblicherai, ne sono certo.”
Il romanzo non l’ho ancora pubblicato. Sta lì pure lui, in attesa di quello che Sergio definiva “un editore con i coglioni d’acciaio”. Forse non lo troverò mai, Serg, ma se accadesse, quel romanzo sarà per te. Per l’energia che mi hai trasmesso, per le pacche e le strigliate, per la bellezza di ogni tuo gesto o parola, anche se era un vaffanculo.
Quanto tenessi a lui gliel’avevo appena scritto; il 30 maggio scorso per la precisione, una manciata di giorni prima di quel maledetto 16 giugno. “Ma tu non pensi mai di farti un weekend da queste parti?” gli ho scritto. “Cavolo, sennò giuro che vengo su io, tu intanto pensa alla birra.” E lui, stupendo come sempre con le sue famose battute americane note a molti di noi “eretici”, era contento perché finalmente di lì a breve si sarebbe potuto dedicare a Sniper 5. “Restiamo in contatto, Princess, e vedrai che ci vediamo presto!”
E invece…
La Morte è bastarda, Serg. Tu lo sai bene, nei tuoi libri la dipingi così com’è. Bastarda e crudele. Con tanta merda da raccogliere, proprio alla tua porta doveva venire a bussare…
Mi mancherai tanto. Quel solco non si rimarginerà. Guardo i tuoi romanzi nella libreria e scivolano giù tante lacrime. Come in questo momento.
Se mi vedessi ora forse ti metteresti a ridere. E magari mi stenderesti con una pacca sulla spalla.
Ok, Serg, io continuerò a tenere la trincea per un altro po'. Tu intanto prepara l’attico. Quello sopra l’inferno.
E non dimenticare le birre.

20 giugno 2017