"Donne in noir", l'esordio di Simonetta Santamaria

 

di Monica Florio

 

 

Non sono le sofisticate dark-ladies del cinema hollywoodiano degli anni '40 le protagoniste di "Donne in noir" (Edizioni Il Foglio), la raccolta di racconti firmata da Simonetta Santamaria. Alludendo alla metà oscura presente in ognuno di noi, l'Autrice ci presenta una vasta galleria di personaggi femminili che, benché privi di fascino, sono quasi diabolici nell'ordire astuti piani di vendetta contro i mariti egoisti e violenti ("L'angelo del focolare", "Il mio tempo"), nell'affrontare la povertà, la malattia ("Nata libera"), persino la morte ("Incubo").

 

Queste donne, vittime di un destino ingrato, sono predestinate ad essere sconfitte nonostante tentino inutilmente di riscattarsi, magari "passando agli altri le proprie sventure" come l'adolescente sgraziata di "Crema di bellezza alle alghe marine". La scrittrice passa in rassegna tutte le tematiche care all'horror: dal cannibalismo ("Mi amerai con tutto te stesso?") alla follia ("La serra della signora Piccini"), dalla superstizione ("La chiesa bianca") alla necrofilia ("Ospedale psichiatrico-settore 3/bis), popolando i suoi racconti di zombi, vampiri, bambine indemoniate e, contraddicendo la fiaba, di brutti anatroccoli condannati a restare tali.

 

Della raccolta segnaliamo, in particolare, "L'angelo del focolare", "La buona oasi" e "Crema di bellezza alle alghe marine" sia per l'originalità degli spunti narrativi che per la maggiore cura sul piano formale.

In ossequio alla tradizione orrorifica, sesso e amore sono vissuti dalle protagoniste in modo estremo, degenerando il primo in perversione sadomasochistica e arrestandosi l'altro allo stadio patologico.

 

Un esordio interessante questo della Santamaria, che ha confermato quelle "tendenze orrorifiche" peraltro già espresse nel racconto "Quel giorno sul Vesuvio", vincitore dell'XI edizione del "Premio Lovecraft".

 

Per saperne di più

 

"Donne in noir" di Simonetta Santamaria (2004)

Edizioni Il Foglio, euro 10.00