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Dove il silenzio muore PDF Stampa
Scritto da Lavinia Petti   
vendredi 23 janvier 2009

Dove il silenzio muore

Simonetta Santamaria

Edizioni Cento Autori, Napoli 2008

Il mese dei morti. Non c’Ŕ mese peggiore per morire. Tutto effonde morte, i giorni, le notti, l’aria stessa, il tempo. La gente si abbandona mesta ai ricordi; non pensa, commemora nel silenzio delle proprie angosce. Tutto Ŕ terribilmente triste. Il tempo non sempre Ŕ terapeutico. A volte incarognisce le sensazioni.

ImageDove il silenzio muore.
Dove pu˛ morire il silenzio? Non nelle case infestate dalle porte scricchiolanti o negli antichi castelli dove aleggiano ombre di vampiri, nÚ nei cimiteri in cui si aggirano morti viventi richiamati alla vita da qualche magico incantesimo. Il silenzio muore nell’uomo. E al suo posto nasce una voce: la voce del Male.
Come nelle sue opere precedenti, la Santamaria non si fa trascinare dal flusso sfrenato di una fantasia che rischierebbe di mortificare il senso pi¨ profondo dell’horror ma dÓ al suo romanzo uno stampo che ricalca le orme di Stephen King; l’autrice preferisce i vivi ai morti, le lacrime al sangue, il silenzio alle grida. L’oscuritÓ umana Ŕ il fine, il divino Ouroboros il mezzo. Niente di surreale accadrebbe, se gli uomini non lo permettessero.
╚ tutto suggellato da segreti e cose mai dette. I personaggi se li trascinano dietro, con fatica, come se fossero anime infernali condannate a portare con sÚ i peccati da espiare. E cosa c’Ŕ di peggio che mantenere mortali segreti in un luogo dai confini ristretti dove tutti conoscono tutti?
Pur essendo nato per dar man forte al romanzo, Borgo Marina Piccola si staglia su un piano tangibile, accoccolato ai piedi di un costone roccioso con la sinistra caratteristica di “respirare”, e Napoli fa da sfondo, inconsapevole dell’orrore. Un luogo che potrebbe essere ameno e perfetto come quei paesini privilegiati da un’estate infinita, e che invece viene squarciato da due indelebili maledizioni: quella antica dell’Ouroboros, un manufatto egizio controllato dal dio del Buio, e la maledizione di Sara che ha il terribile dono di scorgere nei sogni quello che gli uomini sono incapaci di vedere nella realtÓ.
“Dove il silenzio muore” toglie il respiro al lettore proprio come l’Ouroboros fa con le sue vittime. Il ritmo incalza dando allo scritto un taglio quasi cinematografico, i capitoli si fanno pi¨ brevi, quello che deve accadere pare inevitabile quanto quello che Ŕ giÓ accaduto. E l’aria salmastra che traspira nelle pagine iniziali si fa sempre pi¨ rada, soffocante, stantia. ╚ ci˛ che accade all’aria di una casa rimasta chiusa troppo a lungo. Come La Silenziosa.
Ogni capitolo Ŕ una voce a parte perchÚ ogni personaggio Ŕ solo con i suoi tormenti. E solamente al momento della rivelazione le voci si uniranno, i personaggi si ritroveranno, i morti torneranno a riposare e i vivi riscopriranno la vita. Se saranno capaci di scegliere.
Una storia fatta di storie, dunque, una voce riempita di voci: e tutte alla fine si congiungono per riempire quel vuoto lasciato dal silenzio.

 


 Simonetta Santamaria, giornalista,vive e scrive a Napoli, dove gestisce l’agenzia di stampa Essedue Comunicazione. Ha vinto l’XI edizione del premio Lovecraft con il racconto “Quel giorno sul Vesuvio”(CentoAutori 2007), ha pubblicato l’inquietante raccolta al femminile “Donne in Noir”(Edizioni Il Foglio-2005) e l’e-Book Black Millennium.
Con il racconto horror  “Un cuore nuovo” ha partecipato insieme con altri giornalisti e scrittori napoletani al progetto “Il Giralibro 2006”.
Suoi anche “Irrefrenabile passione”(San Gennoir –Kairos 2006), “Confessione di un apprendista di bottega”(Partenope Pandemonium-Larcher 2007)e  Necromundus  da un’idea di Giuseppe Cozzolino, pubblicato su M.Rivista del Mistero(Alacran 2007).
Il quotidiano La Repubblica l’ha definita una delle” signore della suspense made in Naples” mentre per il Corriere del Mezzogiorno, il suo ultimo romanzo “Dove il silenzio muore”(CentoAutori) la consacra come la “Stephen King napoletano”.
Dice” Non mi prendo mai troppo sul serio, altrimenti sarei una serial killer”
 
www.simonettasantamaria.net
www.myspace.com/simonettasantamaria
Lavinia Petti Ŕ nata a Napoli dove frequenta la facoltÓ di Lingue e Letterature Straniere all’Orientale. Diplomata al liceo classico, Ŕ stata vincitrice del premio Scrittura Giovane 2002 con “Le favole del Century” e del Book’s Bar 2006 con “ Oltre il ponte”. Si Ŕ classificata seconda al Premio Tabula Fati con il racconto pubblicato “La terza era”e ha ottenuto il terzo posto al premio Robot con “L’Uomo di latta”. E’ arrivata alle semifinali del Premio Pirandello con una tesina sull’Autore. Collabora con il sito internet Letterature Fantastiche e con alcuni giornali locali.

 

Ultimo aggiornamento ( mercredi 04 mars 2009 )
 
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