QUEL GIORNO SUL VESUVIO

Premio Lovecraft XI edizione
(Cento Autori – Giallo Mondadori)

Una storia fatta di orrori quotidiani, ambientata nella Napoli dell’ignoranza e dell’omertà dettata dalla paura di una reiterata violenza domestica. E il Vesuvio, il Gigante Dormiente, veste i panni del liberatore, di colui che risolverà tutto, che restituirà l’onore, laverà la memoria. Ma sarà proprio sul Vesuvio che la natura si prenderà la sua rivincita.

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Motivazioni della Giuria

“È un delirio che monta. Esempio mirabile di come fantastico e richiami mitologici si fondano con l’horror.” Nicola Verde

“Una storia intensa, coinvolgente. Orrore e malessere, sofferenza e vendetta: una consunzione psicologica e fisica che toglie il respiro al lettore. Racconto ben scritto, che avvitandosi su se stesso finisce per strangolare anche chi legge.” Dario Tonani

“Il contesto è quello dei drammi e delle atrocità che si consumano fra le mura domestiche. Lo scenario è surreale e il Vesuvio descritto acquista i connotati di una sorta di pianeta alieno.” Giovanni Burgio

“È la trasposizione orrida e soprannaturale del dramma sociale dell’incesto, condotta con una vena di neorealismo che, riga dopo riga, dilania più dello stesso crescendo orrorifico.” Costanza Falanga – Il Mattino

QUEL GIORNO SUL VESUVIO

Sono attimi ma sembrano secoli. La donna serra i denti e guarda dritto nell’occhio sbilenco, dove i colori vorticano e si avvitano gli uni sugli altri. Se ne fissi uno lo vedrai compiere una spirale sempre più breve, più breve, fino a sparire nel buco nero della pupilla e tu potresti finire giù con lui.
Chissà cosa c’è oltre quel buco nero.

UNA FOGLIA, UN SASSO, UN FIORE GIALLO

Vuoi dirglielo tu chi sono, Paolo?

“Lascia perdere, Toni” mi disse calmo. “È tutto ok. Facciamo come dice.”

L’uomo ci porse degli oggetti, tre per ciascuno. Una foglia, un sasso, un fiore giallo.

Il fiore per il giullare, la foglia per il timorato, il sasso per l’infelice. Se foste costretti a buttare giù uno dei vostri amici, chi sacrifichereste? Il sasso? Il fiore? Oppure la foglia. Disfatevi di uno degli oggetti. Conterò fino a tre.