Il Counseling Esistenziale

Il Counseling Esistenziale ha una profonda origine filosofica che si basa sulla centralità dell’uomo come essere unico e irripetibile.

Questo approccio trae ispirazione da filosofi come Søren Kierkegaard, Karl Jaspers e Martin Heidegger. Al cuore di questo modello c’è l’idea dell’essere umano come “presenza“: un individuo immerso in un mondo ricco di possibilità. In questa prospettiva, l’uomo è protagonista della propria vita, responsabile delle proprie scelte e, quindi, della libertà che queste comportano.

Martin Heidegger lo definisce dasein, un termine tedesco che può essere tradotto come esserci inteso appunto come presenza. Indica un individuo che è consapevole di sé e si confronta con concetti relativi all’esistenza stessa.

Schema di Valori, Scopi e Significati

La riflessione sull’esistenza nasce proprio dalla consapevolezza di presenza nel mondo, portando a esplorare i Valori, gli Scopi e i Significati che ciascuno di noi cerca di realizzare.

  • I Valori di una persona possono evolvere nel tempo attraverso una profonda riflessione personale;
  • gli Scopi, che siano a lungo termine o legati a momenti specifici, guidano le nostre azioni e comportamenti;
  • i Significati sono spesso legati allo stato emotivo del momento e influenzano le nostre percezioni quotidiane.

Il ruolo del Counselor

Il ruolo del Counselor è quello di assistere la persona nella “ricerca di senso” (di cui parla in modo splendido Viktor Frankl nel suo libro Uno psicologo nei lager e che consiglio a tutti di leggere), considerando il livello di maturità dei suoi VSS. Questo percorso in genere si snoda in tre punti principali:

  • la fase iniziale in cui si lavora verso la ricerca di senso;
  • una fase intermedia, in cui si delinea una linea piramidale dei valori;
  • la fase di maturazione e consapevolezza, che porta a una linea parallela di valori.

Accade che, quando una persona si concentra troppo su un unico aspetto della sua vita basata su un concetto di valori piramidale, nel momento in cui uno o più di questi elementi viene meno possono emergere importanti disagi perché l’intera piramide crolla.

Per esempio: baso tutta la mia vita sul lavoro e all’improvviso accade che lo perdo. Ecco che tutta la mia piramide collassa. Niente ha più importanza, eppure ho una famiglia, dei figli, dei cari amici, varie possibilità di ricominciare… ma io non vedo più nulla perché tutto è sepolto dalle macerie della mia piramide.

In tali situazioni, il Counseling Esistenziale può aiutare a sviluppare una consapevolezza nuova, valorizzando altri ambiti dell’esistenza e promuovendo un rinnovato senso di sé basato appunto su una linea di valori parallela.

Chiedere aiuto non è segno di debolezza

Il Counseling è un ottimo strumento sia di crescita personale che di supporto nei momenti difficili. E sentire il bisogno d’aiuto non è un segno di debolezza, tutt’altro; è un ammirevole segno di forza perché denota consapevolezza, cognizione di se stessi, cosa che non è affatto scontata.

Simonetta

Scrittrice, counselor, giornalista, motociclista, batterista e svariati altri “ista”. Ama i gatti e Stephen King ma lui non lo sa.